MEDIAL TIBIAL STRESS SYNDROME (MTSS)

La Medial Tibial Stress Syndrome nota con l’acronimo MTSS è stata la patologia che ho studiato per la tesi del Master in fisioterapia muscoloscheletrica.
È un disturbo ancora poco compreso, infatti la sua eziologia (ovvero le cause) è ancora molto dibattuta, e questo rende la diagnosi e gestione del problema ancora non certi.

Quello che la ricerca ci permette di sapere è che è un disturbo che colpisce soprattutto i corridori, in particolare chi è alle prime armi, ed è la causa del 35% di tutti gli infortuni agli arti inferiori su base non traumatica.

Vediamo nel dettaglio, come gestire la MTSS.

Diagnosi

Si basa su anamnesi ed esame obiettivo. Il paziente racconta di un dolore  lungo il bordo postero-mediale nei 2/3 della tibia (per almeno 5 cm) , indotto dall’esercizio fisico e presente durante e dopo l’attività fisica è con una risoluzione del dolore, mediamente, in 64 ore di riposo

Tramite la palpazione, lungo il bordo della tibia, può essere riprodotto il sintomo del paziente.

Le indagini diagnostiche (ecografia, rx etc) hanno unicamente lo scopo di eliminare eventuali altre patologie/cause, infatti nella MTSS è importante fare diagnosi differenziale, ovvero eliminare altre possibili cause del disturbo raccontato dal paziente

Cosa può fare un fisioterapista?

Innanzitutto può svolgere la propria diagnosi fisioterapica per inquadrare il caso e successivamente aiutare il paziente a una miglior guarigione. Ad oggi non sembra esserci un trattamento gold standard (ovvero il migliore) ma, come fisioterapisti muscolo-scheletrici possiamo

  • Tecniche di desensibilizzazione come trattamenti manuali o applicazioni di ghiaccio;
  • Esercizio terapeutico, in particolar modo volto al rinforzo dei flessori plantari di caviglia, questo anche a scopo preventivo;
  • Addestrare/educare il paziente sulla ripresa sportiva e sul corretto carico di lavoro (sia inteso come kilometraggio che come modalità). La corretta gestione permette anche di prevenire eventuali recidive.
  • Educare al paziente riguardo la prognosi/tempi di recupero che, normalmente, si aggirano su i 90 giorni per riprendere a correre con minimo dolore ma , in caso di sintomo presente da più di 3 mesi può estendersi fino a 9-12 mesi.
  • Terapie fisiche, tutori, bendaggi non hanno il supporto delle evidenze scientifiche

Bibliografia:
Winters, M.; Moen, M. H.; Zimmermann, W. O.; Lindeboom, R.; Weir, A.; Backx, F. J.; Bakker, E. W. The Medial Tibial Stress Syndrome Score: A New Patient-Reported Outcome Measure. Br. J. Sports Med. 2016, 50 (19), 1192–1199. https://doi.org/10.1136/bjsports-2015-095060


Winters, M.; Eskes, M.; Weir, A.; Moen, M. H.; Backx, F. J. G.; Bakker, E. W. P. Treatment of Medial Tibial Stress Syndrome: A Systematic Review. Sports Med. Auckl. NZ 2013, 43 (12), 1315–1333. https://doi.org/10.1007/s40279-013-0087-0.

Parliamo di…. Postura

Postura, la colpevole di tutti i mali. Ma è davvero cosi?
Negli ultimi anni i dolori sembrano essere causati unicamente dalla postura ma cosa dicono le ricerche a riguardo?
Di seguito vengono riportati alcuni consigli riportati nell’articolo pubblicato su JOSPT (una delle riviste più importanti del settore) dal titolo “Sit Up Straight: Time to Re-evaluate” di Slater D. et al (2019)

  1. Non esiste una singola postura “corretta”
    Nonostante le convinzioni comuni sulla postura, non vi sono prove che esista una postura ottimale o che evitare posture “errate” prevenga il mal di schiena.
  2. Le differenze nella postura sono un dato di fatto
    Confrontando le curve del rachide tra differenti soggetti, possiamo notare una naturale variabilità e diversità. Per questo motivo è difficile associare direttamente il dolore ad un particolare quadro posturale.
  3. La postura riflette credenze e umore
    La postura può fornire informazioni sulle emozioni, i pensieri e l’immagine del corpo di una persona. Alcune posture sono adottate come strategia protettiva e riflettere preoccupazioni relative alla vulnerabilità del corpo. Può essere utile/interessante comprendere le ragioni alla base delle posture preferite.
  4. Le posture più confortevoli sono sicure
    Le posture confortevoli variano da individuo a individuo. Esplorare posture diverse, comprese quelle frequentemente evitate, e cambiare posture abitudinali, può fornire sollievo dai sintomi
  5. La schiena è forte e ci possiamo fidare ad utilizzarla
    La colonna vertebrale è una struttura robusta e adattabile in grado di muoversi e caricare in sicurezza in una varietà di posture. Avvertenze comuni ,per proteggere la colonna vertebrale, non sono necessarie e possono portare a paure non motivate
  6. Sedersi non è pericoloso
    Stare seduti per più di 30 minuti nella stessa posizione non è pericoloso, nè dovrebbe essere necessariamente evitato. Tuttavia, movimento e cambiamenti della postura possono aiutare a prevenire sintomi come è altrettanto importante essere fisicamente attivi.
  7. “Non si può fare di tutta l’erba un fascio”
    Valutazioni posturali e del movimento non prevengono il dolore sul posto di lavoro. Infatti, continua lo studio, ognuno di noi ha un proprio stile di seduta e proprie modalità per sollevare carichi/pesi, questo a causa della naturale variabilità delle curvature del rachide, quindi, consigli su specifiche posture da adottare, muscoli da rinforzare (es. addominali) o l’utilizzo di tutori lombari non presentano, ad oggi, evidenze scientifiche.

    Cliccando qui troverai l’articolo originale.

Fisioterapia e Osteopatia sono differenti? Certo che si!!!

“Matteo ma tu sei Osteopata? Noo, ma  allora che differenza c’è tra te ed un Osteopata? “

Spessissimo i pazienti mi pongo questa domanda a causa della grossa confusione (disinformazione?!) che si aggira attorno a queste due professioni.

In questo breve articolo, cercherò di evidenziare le principali differenze tra le due discipline attenendomi unicamente a quanto previsto dalla legge. Mi preme specificare che non ho alcuna intenzione di demonizzare una o l’altra professione ma solamente di informare (collaboro con diversi Osteopati dove ognuno lavora nel proprio ambito d’appartenenza) .

Ecco qui un CONFRONTO tra i due profili di FISIOTERAPISTA e OSTEOPATA, con i rispettivi ambiti di competenza:

Profilo professionale FISIOTERAPISTA:
“Il fisioterapista è l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante (ora laurea di primo livello ndr) , che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli INTERVENTI DI PREVENZIONE , CURA e RIABILITAZIONE nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali CONSEGUENTI AD EVENTI PATOLOGICI, a varia eziologia, congenita od acquisita”

Profilo professionale OSTEOPATA:
“L’osteopata è il professionista sanitario, in possesso di laurea triennale universitaria abilitante o titolo equipollente e dell’iscrizione all’albo professionale, che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie interventi di PREVENZIONE e MANTENIMENTO DELLA SALUTE attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche NON RICONDUCIBILI A PATOLOGIE, nell’ambito dell’apparato muscoloscheletrico.”

Mettendoli a confronto su alcuni punti:

– entrambe sono PROFESSIONI SANITARIE


– l’osteopata si occupa del soggetto SANO (ovvero colui che ha disturbi “non riconducibili a patologie”) facendo prevenzione.
– anche il fisioterapista PUÒ occuparsi di prevenzione.

– l’osteopata NON PUÒ fare cura o riabilitazione;
– il fisioterapista PUÒ fare cura e riabilitazione.

– l’osteopata può trattare le “disfunzioni somatiche NON riconducibili a patologie”; quindi NON può trattare il patologico (infatti si occupa di “mantenimento della salute”).
– il fisioterapista PUÒ occuparsi di patologia (“conseguenti ad eventi patologici”).

– l’osteopata si occupa dell’AMBITO MUSCOLOSCHELETRICO,
– il fisioterapista si occupa di diverse AREE: motricità (“apparato muscoloscheletrico e sua funzione”), funzioni corticali superiori (“neurologico ovvero post lesioni/problematiche del sistema nervoso centrale”) viscerali (“es. fisioterapia polmonare o cardiologica” ).

Questo è quanto previsto dai decreti ministeriale che presentano i profili professionali (FISIOTERAPISTA , decreto 14 settembre 1994, n° 741; OSTEOPATA decreto 7 luglio 2021, n° 131)

Quindi, se ognuno pratica nelle proprie competenze, reputo che tra le due professioni ci possa essere una sana collaborazione.

PRESTAZIONI DELLO STUDIO

VALUTAZIONE FISIOTERAPICA

Prima di iniziare qualsiasi percorso terapeutico, è indispensabile e necessario effettuare una valutazione funzionale accurata che ci permetta di individuare, al di là della diagnosi, quale sia la disfunzione di movimento responsabile dei sintomi del paziente.

TERAPIA MANUALE

La Terapia Manuale rappresenta un campo di elevata specializzazione nell’ambito della fisioterapia. Pone le basi su valutazione individualizzata, ragionamento clinico, tecniche manuali altamente specifiche ed esercizio terapeutico: una tipologia di approccio basata sulle evidenze scientifiche e riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Esistono diversi percorsi di formazione avanzata che permetto ai fisioterapisti di specializzarsi in terapia manuale, personalmente ho eseguito il master universitario OMPT. Tale approccio fisioterapico può essere utilizzato in fase acuta (in seguito a un infortunio o trauma), in fase di dolore cronico e pre-post intervento chirurgico

ESERCIZIO TERAPEUTICO

Nella fisioterapia moderna ci si focalizza sempre meno sul trattamento inteso come mobilizzazione passiva, mentre viene contemporaneamente tenuto sempre più in considerazione il ruolo dell’attività fisica intesa come esercizio dosato sul paziente a scopo terapeutico. Spesso interpretato come semplice rinforzo muscolare, in realtà prevede un’attenta valutazione da parte del fisioterapista e l’elaborazione di un programma altamente personalizzato, al fine di sottoporre tutti i tessuti coinvolti allo specifico ed ottimale stimolo per la rigenerazione.

RIABILITAZIONE E RIATLETIZZAZIONE NELLO SPORTIVO

L’attività di riatletizzazione si esprime anche nella creazione di programmi di prevenzione e bilanciamento da affiancare alle normali attività sportive o da abbinarsi alle fasi di preparazione atletica all’inizio della stagione agonistica. Grazie all’esperienza maturata in diversi contesti sportivi ( pallavolo, calcio, rugby, tennis tavolo ecc.) e alle numerose collaborazioni con laureati in science motorie, cerco di accompagnare l’atleta nel processo di ritorno in campo dopo un periodo di stop ad esempio dovuto a traumi, infortuni o altro.

TRATTAMENTO E GESTIONE DEL DOLORE CRONICO

Il dolore è un segnale di allarme che il nostro Sistema Nervoso Centrale ci invia quando si sente minacciato. Da questo punto di vista perciò il dolore è da considerarsi un nostro alleato. Talvolta, però, questo sistema di allarme si sensibilizza arrivando a lanciare segnali di allarme anche in assenza di un vero pericolo. Quando questo si verifica, la persona inizia a sperimentare sensazioni di dolore persistente nel tempo e il dolore finisce per diventare un compagno sgradevole con cui condividere la quotidianità. Attraverso un percorso di educazione e apprendimento dei meccanismi del dolore, fisioterapia, esercizio attivo e lavoro multidisciplinare in equipe è possibile imparare a gestire condizioni a lungo termine e a renderle meno disabilitanti. 

TRATTAMENTO CEFALEE

Cefalee ed emicrania primaria possono essere un problema molto debilitante nella vita delle persone. La fisioterapia può essere un ottimo alleato, infatti, la ricerca scientifica nazionale e internazionale sta dimostrando con sempre maggior forza come un approccio corretto alle strutture cervicali, e in particolar modo al rachide cervicale superiore, sia in grado di ridurre enormemente l’impatto che questa patologia ha/può avere finisce sulla vita quotidiana.

RIABILITAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE

Dolori a livello dell’articolazione temporomandibolare, click articolari o difficoltà nell’apertura della bocca sono condizioni che normalmente vengono riferite al dentista.
Al lavoro di questi, è utile affiancare un percorso di Terapia Manuale ed Esercizio terapeutico che permetta di ridurre dolore e disfunzione, ottenere un recupero più completo e prevenire l’insorgenza di ulteriori problematiche. Da anni collaboro con odontoiatri/dentisti con i quali condivido la multidisciplinarietà dell’intervento terapeutico.

RIABILITAZIONE ORTOPEDICA

La riabilitazione ortopedica consiste in una serie di tecniche manuali e di esercizi da effettuarsi dopo un infortunio, prima e dopo un’operazione chirurgica in ambito ortopedico allo scopo del recupero funzionale di un arto o di un apparato corporeo

RIEDUCAZIONE POSTURALE

La Rieducazione Posturale, chiamata impropriamente come ginnastica Posturale , è una metodica specifica che consta di una serie di esercizi atti a riequilibrare le tensioni muscolo-legamentose del corpo. In particolar modo, tramite un lavoro globale sul corpo, si agisce sulle zone più rigide e retratte che, nel tempo, possono causare errati compensi e dolore.

Vi spiego cosa sto studiando

In tanti, pazienti e non, mi stanno chiedendo cosa sto studiando e cosa mi porta il percorso di formazione che mi vedrà impegnato fino a fine 2023.

Semplicemente sto cercando di ottenere il titolo di orthopaedic manipulative therapist (OMPT), di seguito provo a spiegare cosa significa questo titolo da me tanto ambito.

Il Titolo OMPT viene conseguito unicamente tramite un percorso di Master Universitario di I livello (personalmente seguo il corso organizzato dall’Università di Bologna) conforme ai requisiti dell’IFOMPT (International  Federation of Orthopaedic Manipulative Physical Therapists), primo sottogruppo della WCPT (World Confederation for Physical Therapy), l’associazione mondiale dei fisioterapisti riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Nell’ambito della fisioterapia muscoloscheletrica, tale titolo costituisce il più elevato grado di formazione, consentendo al professionista di ottenere completa autonomia nella valutazione e nel trattamento dei disturbi muscoloscheletrici stessi.

Il Fisioterapista OMPT (Orthopaedic Manipulative Physical Therapist), infatti, è un professionista altamente specializzato nella gestione delle condizioni neuro-muscolo-scheletriche – fondata sul Ragionamento Clinico – che si avvale di trattamenti specifici che includono Tecniche Manuali ed Esercizio Terapeutico, proposti in linea con le più recenti e disponibili acquisizioni della letteratura scientifica, consentendo di prendersi carico del paziente a 360°

In soldoni che cosa significa?

Questa specializzazione della fisioterapia permette al professionista di prendersi carico del paziente a 360° avvalendosi dei più appropriati, sicuri, efficaci ed efficienti metodi di valutazione e trattamento.

TENDINOPATIA: PARLIAMONE!

Innanzitutto dobbiamo chiarire una cosa: Il termine corretto è proprio tendinosi e NON tendinite!

Questo perché in passato si è comunemente pensato che si trattasse di una infiammazione al tendine.
In realtà la ricerca ha dimostrato che si tratta di una PATOLOGIA DA STRESS ECCESSIVO AL TENDINE che porta a una degenerazione dei tessuti. Da qui il cambio di nome.

QUALI SONO LE CAUSE?

Le principali cause per le tendinopatie possono essere a seguito di un trauma o di un sovraccarico funzionale del tendine sofferente. Per sovraccarico si intende un aumento dello stress allo stesso e questo può essere dovuto da varie cause come:

  • Aumento rapido dei pesi in palestra
  • Movimenti ripetuti
  • Esecuzioni di gesti sportivi in maniera errata
  • Esecuzione di lavori a cui non siamo abituati (es. Stirare, pitturare pareti, lavori di falegnameria etc)

SINTOMI

L’andamento tipico del dolore nelle Tendinopatia è:

  • dolore localizzato nel tendine (ad esempio: dolorabilità nella parte inferiore della rotula nella tendinopatia rotulea);
  • dolore che si presenta durante attività di accumulo e rilascio energetico (ad esempio: saltare nel caso della tendinopatia achillea);
  • dolore che diminuisce durante il riscaldamento e che può ripresentarsi il giorno seguente all’attività

COSA DICONO LE EVIDENZE SCIENTIFICHE?

  • riposo non aiuta a migliorare una tendinopatia.Sì, è vero, può farci percepire il dolore in maniera ridotta, ma con la ripresa dell’attività inevitabilmente ritornerà anche il dolore.
  • Gli anti-infiammatori non aiutano in quanto non si tratta di una vera e propria infiammazione.
  • Una tendinopatia è dovuta ad una serie di fattori di rischio tra cui:                     A) improvviso cambio in alcune attività.                                                          B) carichi che comprimono il tendine.
  • L’esercizio è il trattamento più efficace per recuperare dalla tendinopatia.
  • Modificare i carichi è una parte fondamentale nel recupero.
  • Le infiltrazioni di corticosteroidi dovrebbero essere EVITATE soprattutto perché rischiano di indebolire ulteriormente il tendine e renderlo più predisposto alla rottura.  Le infiltrazioni dovrebbero essere utilizzate nei casi refrattari all’intervento conservativo o nella gestione del dolore in associazione alla fisioterapia.Il trattamento DEVE essere personalizzato perché ognuno di noi risponde diversamente al carico.
  • Le tendinopatie rispondono molto lentamente all’esercizio, bisogna avere pazienza. Non esistono scorciatoie.

TRATTAMENTO

L’evidenza dimostrano come la fisioterapia muscoloscheletrica sia il trattamento più efficace per la guarigione da tale problematica. Si tratterà di un lavoro basato sia su tecniche manuali ma Soprattutto sull’ esercizio.

Infatti il tendine per guarire deve essere “caricato” in modalità corretta: troppo lavoro e il dolore aumenterà, poco lavoro e sarà tutto inutile

Non sarà un percorso semplice, infatti è stato dimostrato come mediamente il percorso dura 10-12 settimane.
Può sorgervi una domanda: “Ma quindi devo andare 3 mesi dal fisioterapista?”
NO, vuol semplicemente dire che per recuperare completamente devo
sapere che il mio percorso personale (con lavoro individuale che il paziente dovrà svolgere anche in autonomia) andrà avanti almeno 3 mesi ma che nel frattempo posso gradualmente continuare ad allenarmi.

Nel caso di sportivi (che non possono sospendere le attività perché impegnati in competizioni) sarà di fondamentale importanza aiutare l’atleta a capire quando possono proseguire e quando devono arrestare una sessione di allenamento. In poche parole bisogna fare educazione sul dolore.

CONCLUSIONI

Spero che queste informazioni vi abbiano dato un po’ di chiarezza in questo mondo delle tendinopatie.  Se sospetti di soffrire di questa patologia recati da un fisioterapista che saprà sicuramente aiutarti! Ricorda, un tendine non curato, oltre al dolore può andare incontro a rottura.

Nuova collaborazione!

Uno dei vantaggi di frequentare numerosi corsi, oltre alla formazione ottenuta, è il confronto che nasce tra i diversi punti di vista dei colleghi riguardanti il mondo della fisioterapia.
Dopo essersi incontrati al master (qui trovate info riguardo al corso universitario in questione che sto seguendo), a seguito di un’illuminante discussione, è sorta spontanea la mia richiesta di collaborare con la Dottoressa Claudia Bonato, la quale si presenta così:


“Ho conseguito la laurea in fisioterapia nel novembre 2015 presso l’università degli studi di Brescia.
Nel 2021 ho terminato il master universitario di primo livello presso l’università degli studi di Pisa in:
“Educazione e Riabilitazione Pelvi-Perineale“, e sono attualmente iscritta al Master “Terapia manuale muscolo-scheletrica ed esercizio terapeutico” presso l’Università degli studi di Bologna. Lavoro in libera professione occupandomi di riabilitazione del Pavimento Pelvico Femminile, Riabilitazione Ortopedica e dei disturbi Muscolo-Scheletrici.

La riabilitazione del Pavimento Pelvico ha lo scopo di prevenire, risolvere o attenuare i sintomi derivanti da patologie pelvi-perineali. È rivolta a donne, con problematiche legate sia ad ipotono, sia ad ipertono del pavimento pelvico.
Condizioni come: incontinenza urinaria, prolasso degli organi pelvici, disturbi pelvici post parto, diastasi addominale, difficoltà o impossibilità ad avere rapporti sessuali, cistiti post coitali, neuropatia del nervo pudendo, vulvodinia, dolore pelvico persistente sono tutte situazioni trattabili attraverso un percorso di riabilitazione specifica.”

Il desiderio di collaborare nasce soprattutto dalla sua notevole formazione nell’ambito della riabilitazione pelvi-perineale. La
Dottoressa tratta infatti problematiche che spesso riscontro tra i pazienti di cui mi occupo nella mia pratica clinica. Non essendo io totalmente formato in tale ambito, da molto ricercavo un/a collega a cui affidare chi soffre di disturbi simili.

Essendo il benessere generale dei pazienti la mia priorità, risulta fondamentale trovare le persone giuste con cui collaborare.

SI CAMBIA!!

Questa pandemia ha colpito tutti noi e ha generato in ognuno sentimenti diversi.
Per quanto mi riguarda l’immobiltá a cui il COVID ci ha costretto ha fatto nascere in me un desiderio di cambiamento.
E quindi che cambiamento sia!
Si tratta di un cambiamento professionale nello specifico: infatti dopo 13 anni ho deciso di lasciare il lavoro da dipendente (Colgo l’occasione per ringraziare la Fond. Mons. Arrigo Mazzali) e dedicarmi unicamente alla libera professione presso il mio studio.
Questo ha portato a 2 cambiamenti nel prossimo futuro:

  • NUOVI ORARI.
    A partire da oggi (6/12/2021 ndr.) infatti lo studio aumenterà le ore aprendo anche al mattino, questo per ridurre la lista d’attesa e permettere visite nel breve periodo,
  • FORMAZIONE
    Dopo aver superato il bando d’ammissione a partire da gennaio inizierò un nuovo iter formativo personale. Si tratta di un Master universitario di 1° livello di 2 anni organizzato dall’università di Bologna dal titolo “FISIOTERAPIA MUSCOLOSCHELETRICA – TERAPIA MANUALE ED ESERCIZIO TERAPEUTICO”.
    Il corso è riconosciuto e segue gli standard formativi dall’International Federation of Orthopaedic Manipulative Physical Therapists (IFOMPT) abilitando cosi al titolo di Orthopaedic Manipulative Therapist (OMPT).
    Oltre il titolo di OMPT lo scopo del Master al formativo è di far acquisire gli strumenti utili a eseguire la valutazione, la diagnosi funzionale e il trattamento dei disordini neuro-muscolo-articolari, sapendo integrare le conoscenze di base e cliniche nel setting terapeutico e sviluppando un elevato livello di competenza nella scelta e nell’applicazione delle terapie che si avvalgono di tecniche manuali, esercizi, programmi di educazione e di prevenzione.

Queste sono le principali novità ma non ci si ferma qua!
Arriveranno anche altre news, stay tuned

Dottor Matteo Terzi

VACCINO? SI GRAZIE!

Finalmente ci siamo messi alle spalle questo 2020, anno che entrerà sicuramente nei libri di storia a causa del Covid-19.

Il 2021 è iniziato con una grande speranza: IL VACCINO.
Parlando con diverse persone (pazienti e non) sono rimasto stupito dalla quantità di quelli che non vogliono vaccinarsi.

Questo articolo non vuole essere una critica ma bensì uno spunto di riflessione sul perché sia importante vaccinarsi secondo il mio punto di vista.

Le critiche principali che ho sentito riguardano la velocità con cui è stato creato e i possibili effetti collaterali.
Per quanto riguarda quest’ultimi le revisioni scientifiche hanno messo in evidenza che gli effetti collaterali sono similari o poco maggiori rispetto a un comune vaccino antinfluenzale ma comunque minori rispetto ad altri tipi di vaccini (es. per lo zoster).
Ricordo che gli effetti collaterali possono esserci per OGNI medicinale!

Infine bisogna ricordare che per la produzione di ogni nuovo farmaco ci sono 3 fasi da seguire e che nessuna di esse può essere saltata. Le motivazioni che hanno portato un vaccino in così “poco” tempo sono molteplici come ad esempio il numero di persone coinvolte, dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza.
Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi (in quantità mai viste prima)  e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi  sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione.
Facendo un esempio si può paragonare la creazione del vaccino a un’industria dove la produzione viene aumentata perché vengono triplicate le linee di produzione, assunti il triplo di operai e le materie prime vengono comprate a fiotti.

Se volete avere informazioni ancora più dettagliate potete averle al seguente link : https://www.aifa.gov.it/domande-e-risposte-su-vaccino-covid-19-comirnaty

Io accetto perché:

  • da professionista sanitario mi fido della ricerca scientifica,
  • dopo essermi documentato presso fonti competenti ,non trovo motivi che mi portino al rifiuto del vaccino,
  • lo reputo un dovere nei confronti di chi è più fragile;
  • lo considero un rispetto nei confronti di chi ha lottato in prima linea contro questo maledetto virus;
  • perchè sono disposto a tutto affinchè la nostra vita ritorni normale e finalmente possiamo rivedere i nostri sorrisi e abbracciare a chi noi è più caro.

Spero che questo semplice e breve articolo possa aiutare a comprendere quanto importante sia vaccinarsi per sperare di tornare alla nostra vita il prima possibile.

Fonti:
– http://www.aifa.gov.it
– http://www.ema.europa.eu (agenzia europea per medicinali);
– FDA Briefing Document – Pfizer-BioNTech COVID-19 Vaccine

LA FISIO NON SI FERMA!!

Curtatone, 6 novembre 2020

Cari pazienti,

come tutti sappiamo, questa pandemia ha portato il nostro governo a emanare un ulteriore DPCM. Quest’ultimo divide l’Italia in colori, i quali indicano un livello di gravità, e di conseguenza di limitazioni, differenti.
Mantova è zona rossa, ma nonostante ciò l’attività fisioterapica è concessa per i seguenti motivi:

– fisioterapia fa parte della classe ATECO 86.90.21 che NON è sospesa,
– la fisioterapia è una professione sanitaria e per questo rientra nella clausola “motivi di salute” presente nell’autodichiarazione che permette gli spostamenti all’interno del territorio;
– sono abilitato alla professione in quanto laureato e iscritto ad un albo (numero 11 di Mantova) e
– verranno attuate, come sempre, tutte le misure necessarie alla tutela della salute per evitare il contagio.

Per non incorrere in nessuna sanzione, ad un eventuale controllo, basterà dimostrare la propria autodichiarazione e, nel caso non bastasse, il promemoria che invio tramite SMS/Whatsapp la mattina dell’appuntamento (ricordatevi di rispondere alle domande presenti nel messaggio).
Alla fine della seduta verrà rilasciata una certificazione di avvenuto trattamento.

A disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento, auguro a tutti una buona giornata.

Un abbraccio

il vostro fisioterapista
Dott. Matteo Terzi